PROVE TECNICHE DI REGIME

Chi ha fallito le previsioni sulla Brexit, sull’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti, sulla vittoria di François Fillon alle primarie del centrodestra francese per le presidenziali, sul “no” al referendum costituzionale italiano sta facendo le sue mosse che vanno in una prima – e per ora unica – direzione: controllare l’informazione che viaggia sui social network.  Senza discutere dei fatti che hanno portato a risultati tanto inattesi da chi finora ha forgiato la pubblica opinione, andiamo a vedere le reazioni di chi muove i fili del controllo globale dell’informazione per intuire su quale strada siamo stati incamminati.
È notizia di questi giorni che Google ha elaborato B.S. Detector (alias “rivelatore di frottole”), un’estensione del suo motore di ricerca Chrome che “aggiunge un’etichetta di avvertimento in testa a siti discutibili” linkati da Google e su Facebook. Occorre tuttavia andare a vedere nei dettagli quali saranno i siti meritevoli del bollino rosso: si va, naturalmente, da quelli che riportano storie inventate “di sana pianta”, a quelli che forniscono un “commento umoristico, sotto forma di false notizie” o “ipotesi di complotto”. Ma non basta: meritano il bollino rosso anche “voci, insinuazioni e affermazioni non verificate” e le “fonti che promuovono la pseudoscienza, la metafisica, gli errori naturalistici e altre affermazioni scientificamente discutibili”. Se da un lato è vero che alcune notizie che appaiono sui social network sono palesemente false, è anche vero che molti addetti al sistema di informazione mainstream non sempre citano le fonti, spesso esprimono opinioni, si nutrono di tesi precostituite, rimontano fatti veri affinché dicano quello che sono obbligati a raccontare e non quello che è avvenuto. Per questo motivo, affidare alle stesse persone il ruolo di arbitri col bollino rosso e di giocatori sarebbe come chiedere a un branco di lupi di fare la guardia al gregge.

Soprattutto, preoccupa che il lettore di un sito che “promuove la metafisica” venga allertato a livello globale che sta leggendo una pagina potenzialmente fasulla. Preoccupa, per esempio, che la versione biblica della creazione dell’uomo possa prendersi il bollino rosso, mentre i siti che raccontano che l’uomo deriva certamente dalla scimmia possa avere la patente di verità, mentre si tratta di un’ipotesi che non ha ancora superato la validazione scientifica.

Spiace dirlo, ma siamo alle prove tecniche di regime del pensiero unico. Da qui alla proibizione per legge di un pensiero diverso e alternativo – quindi anche quello cristiano – non manca molto. Orwell insegna.

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