Nativi ed immigrati…digitali.

computerSecondo una felice definizione di Marc Prensky, nella società contemporanea si contrappongono i nativi e gli immigrati digitali. I nativi sono quelli cresciuti con la diffusione di massa dei PC a interfaccia grafica (1985) ed i sistemi operativi a finestre (1996). Per rendere l’idea, sono quelli nati dal 1985 e che, a 10 anni, hanno iniziato ad avere il computer fisso in casa. Gli immigrati digitali sono, orientativamente, quelli nati prima di tale data. Tuttavia, la sola distinzione tra nativi ed immigrati non è più sufficiente a definire le generazioni che si confrontano e si susseguono nell’agone mediale.

Oggi dobbiamo aggiungere almeno tre generazioni: la “High Speed Generation”, formata dai nati a partire dal 1995 e che, a 10 anni, hanno l’ADSL in casa e possono trasferire tramite PC grandi quantità di dati, come i video; la “Mobile Generation”, formata dai nati a partire dal 2000 e che, prima dei 10 anni, possiedono un cellulare con cui connettersi alla rete ad alta velocità, anche fuori casa; infine, anche se non è ancora ben definita, è già nata la «Cloud  Generation», formata dai nati a partire dal 2005 e che, a 7 anni, iniziano a possedere lo smartphone, che non è un comune cellulare, ma un’estensione mediale che, anzitutto, inverte il processo elettivo, perché sono i contenuti a “scegliere” i fruitori e non il contrario; in più permette di scambiare messaggi vocali senza più la necessità di digitare sulla tastiera; infine i dati sono sempre meno residenti nella memoria dell’apparecchio e sempre più memorizzati al suo esterno, in un nuvola informatica, il cloud  appunto. Questo apre tre scenari. Il primo: i nostri figli sono e saranno sempre più studiati, analizzati e targettizzati per la creazione di prodotti ritagliati sui loro comportamenti, gusti e preferenze, che vengono offerti al marketing attraverso l’uso dei social network gratuiti come FaceBook, i motori di ricerca come Google o siti specializzati come Booking; il secondo: togliendo anche la scrittura di un SMS a favore dei messaggi vocali, la generazione si avvierà verso una forma di società quasi interamente iconica, come quella che ha preceduto l’invenzione della scrittura; il terzo: il passaggio alla smaterializzazione del sistema “cloud” con la possibilità, per esempio,  di ripristinare i files modificati o eliminati porterà alla difficoltà di percepire cosa significhi avere cura dei beni fisici e materiali oltre che di quelli umani e immateriali. Stiamo tenendo conto di questo nei processi educativi? No, ma saperlo ci potrà aiutare quantomeno a limitare i danni.

Marco Brusati

Direttore Generale di Hope-Formazione, Spettacoli ed Eventi al servizio della Chiesa

www.hopeonline.it

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